La FSSPX rifiuta la proposta del Vaticano
La dichiarazione del 19 febbraio è co-firmata dai cinque membri del Consiglio Generale della Società, tra cui i Vescovi Alfonso de Galarreta e Bernard Fellay.
La dichiarazione segue un incontro del 12 febbraio a Roma tra Padre Davide Pagliarani, Superiore Generale della FSSPX, e il Cardinale Tucho Fernández, autore di soft-porn e Prefetto della Congregazione.
Tucho ha proposto un "percorso di dialogo specificamente teologico". L'obiettivo era quello di identificare i "requisiti minimi necessari per la piena comunione con la Chiesa cattolica". La proposta era condizionata alla sospensione delle consacrazioni episcopali.
Roma ha mostrato scarso interesse negli ultimi anni
Il 18 febbraio, Padre Pagliarani ha inviato una risposta scritta al Cardinale Fernández.
La lettera e i suoi diversi allegati sono pubblicati integralmente su Fsspx.news.
Padre Pagliarani ha ringraziato Tucho per l'incontro. Ha osservato che lui stesso aveva proposto un dialogo dottrinale nel 2019, quando Roma aveva mostrato scarso interesse. Pur ritenendo ancora utili tali discussioni in linea di principio, ha sottolineato che devono svolgersi in un'atmosfera serena, non sotto la minaccia di sanzioni.
Ha dichiarato che la FSSPX non può accettare né il rinvio delle consacrazioni del 1° luglio né l'ingresso in un dialogo incentrato sulla determinazione di "requisiti minimi" per la piena comunione.
Disaccordo "sull'interpretazione" del Vaticano II
A suo avviso, il disaccordo fondamentale "sull'interpretazione" del Concilio Vaticano II - e sui successivi sviluppi dottrinali e pastorali - costituisce una seria questione di coscienza.
Poiché i testi del Concilio e la riforma liturgica sono considerati non negoziabili da Roma, ha messo in dubbio ciò che un nuovo dialogo potrebbe realisticamente raggiungere.
Padre Pagliarani ha anche criticato la tempistica della proposta, notando che è arrivata solo dopo l'annuncio delle consacrazioni episcopali ed è stata accompagnata da avvertimenti pubblici di possibili sanzioni.
Ha ricordato i precedenti colloqui dottrinali (2009-2017) che si sono conclusi con la definizione unilaterale da parte di Roma delle condizioni per la piena comunione, mettendo in guardia dal ripetere quell'esperienza.
Traduzione AI